04 dicembre 2009

incontri ravvicinati con l'ufficio personale

mail 1:

"buongiorno, sono [io] e vi scrivo perchè non ci sono ancora gli arretrati degli assegni familiari in busta"
mail di risposta:
"le giriamo gli allegati"

mail 2:
"scusate, ma mi avete inviato degli allegati che non sono i moduli compilati che vi ho inviato io"
mail di risposta
"mancano le firme"

mail 3:
"vi ripeto che i moduli da me inviati sono completamente diversi da quello che mi avete inviato come allegato"
mail di risposta:
"cordiali saluti"

abbiamo presentato "come comunicare efficientemente con gli addetti alle paghe"

(la mia azienda ha deciso che un ufficio esterno sarebbe stato molto più produttivo rispetto a un ufficio interno)

03 dicembre 2009

a me mi* viene un po' da piangere

oggi è il 3 dicembre.
il contatore mi dice che la Spucci ha quasi un anno.
ventidue giorni.

lei che ha imparato a farmi le pernacchie sulla pancia, con grande soddisfazione (sua) e grandi risate (mie e del suo papà).

lei che ha imparato ad abbracciarti forte quando ha paura, quando è spaventata, quando è stanca, quando è stata sgridata (ma dove le impara?), quando vuole le coccole.

lei che sta in piedi da sola e quasi cammina, da sola.

lei che un anno fa era dentro di me e adesso, che è fuori, ma è ancora più parte di me.

lei che ha imparato che il papà è cuoreduro, quando ci vuole, e la mamma non resiste a quelle lacrimone che le rigano le guance e che rimangono lì, quando ride perchè l'ho presa in braccio (a volte resisto eh... a volte).

lei che adesso non stiamo più, ioelui, sul divano, la sera. ma tutti e tre, sul lettone, a farci le pernacchie, i massaggi, a ridere, a farci il solletico.

lei che ha deciso che sto meglio senza occhiali.

lei che mi ha insegnato la pazienza, a fregarmene (stavo per scrivere "sbattermene" non stava molto bene, ma secondo me rendeva meglio) del pavimento sporco, della pappa nei capelli, dei body da lavare, dai panni nell'armadio che aspettano inutilmente speranzosi il ferro da stiro.

lei che a volte mi vede depressa, stanca, stremata, insopportabile, e che fa sempre qualcosa che, in un momento, mi fa sorridere.

lei che la mattina chiama "mammaaaaaaa".

lei che corre dietro ai gatti, che scappano terrorizzati, ma poi, quando dorme, vanno a controllare che stia bene.

insomma, quasi un anno.

non so perchè stamattina m'è venuto così.
forse perchè ho ricevuto una mail di un'amica a cui ho raccontato un po' dei miei sfoghi. e mi ha raccontato che la sua mamma è morta di quello che io ho invece ho superato. e il suo più grande rammarico è che lei aveva 14 anni e il sorriso di sua mamma lo ricorda. mentre sua sorella, che ne aveva sei, di anni, non ricorda il sorriso della mamma, troppo occupata a "fare".

e allora, Spucci, facciamoci le pernacchie. i panni li stiro domani, e i piatti li metto nella lavastoviglie più tardi.

*lo so che a me mi non si dice

02 dicembre 2009

in viaggio

Lunedì siamo andati a Roma. Io amo Roma. E' la città che mi ha fatto conoscere 2un po' meglio Mr. Issimo, è la città che ha fatto da cornice ai nostri primi baci (e anche ai secondi e terzi). Se la Spucci leggerà mai queste righe, sappi, Spucci, che io ho fatto queste cose solo in età molto tarda ^^.

Sono stata ai Fori, ho passeggiato fino a piazza Venezia, sono salita sull'altare della Patria, sono andata in Largo di Torre Argentina a trovare i gatti.
Poi mi sono mangiata un calzone fritto ripieno (eh vabbeh) sempre lì, e poi sono andata alla Feltrinelli. Arrivata alla Feltrinelli il calzone era solo un ottimo ricordo (l'ho mangiato in 50 metri).
Poi sono andata a riprendere Mr. Issimo e siamo andati a mangiare qui: ho mangiato un arancino (che qui chiamano "arancinA" con la A finale) ripieno di besciamella mozzarella e prosciutto e una mozzarella in carrozza farcita con alici. Ne avrei mangiate altre centoquaranta.
Siamo poi andati a fare un giro in Piazza di Spagna, alla Fontana di Trevi, al Quirinale. E siamo tornati a casa.

E tra una settimana, poco di più, torneremo a Parigi. Abbiamo preso un appartamento in affitto a due passi da qui. Andremo qui e qui. E poi decideremo.
Parigi mi mette un po' il magone. Perchè è stata la nostra prima vacanza. Perchè non l'ho goduta come avrei dovuto, e nonostante questo mi ha rapita. Nonostante i pensieri brutti, il passato, l'insicurezza e la paura.
Io andrei ad abitarci anche domani. Andrei a fare qualunque cosa, a Parigi.

Nel frattempo, mi devo mettere sotto col corso di fotografia, che vorrei fare qualche foto decente.

25 novembre 2009

vediamo se ce la facciamo....

Ieri sera le intenzioni erano buone ma la Spucci ha avuto una crisi di pianto durata quasi due ore. Non sapevamo più cosa fare. Poi, per rispettare la tradizione dei genitori che prima di essere genitori dicevano "non lo faremo mai" e appena capita l'occasione si smentiscono in virtù della propria sanità mentale, l'abbiamo messa nel lettone, lei si è rannicchiata e buonanotte.

Sono passate tante cose, in questi mesi.
Talmente tante che non saprei da dove iniziare nè di cosa parlare. Ah, che bel post interessante. Parliamo della Spucci, tanto per iniziare.
Oggi compie 11 mesi. Quasi cammina (anzi, corre), parlotta, ha imparato a bere da sola, a fare l'occhiolino quando la fotografi (come abbia imparato è un mistero). Ha imparato che quando le si dice "su le mani!" poi la si alzerà in braccio, e lei stende le braccia verso l'alto. Ha iniziato a mangiare quasi tutto, manca solo l'uovo, il pomodoro e il latte vaccino. Ha imparato a fare "no" con la testa, quando non vuole qualcosa. Ha imparato a dire per bene "mamma" e "papà" più altre non meglio specificate parole come "mambo" e "mamba" che usa per chiamare i gatti, o esclamare qualcosa. Ha imparato a dire "taotao" (ciaociao), a dire "da!!!" quando saluta qualcuno che le fa piacere vedere (generalmente papà e nonni). Ha sviluppato un morboso amore per la canzoncina dei nanetti "ehi ooooooooohhhhhhh", che mamma e papà hanno iniziato a odiare.

E la mamma?
La mamma è un po' frastornata da alcune cose di cui vi parlerò tra qualche tempo. La mamma ha la piena consapevolezza che le madri che fanno promo di se stesse come brave madri e soddisfatte e felici solo in quanto tali sono pericolose e false. E non capisce perchè ci sia tutta questa omertà dietro le frustrazioni, le ansie e le paure legate a questo ruolo. Come se fosse la lettera scarlatta, a segnarti, nel momento in cui esterni qualche sentimento che non sia di amore purissimo, stelline negli occhi e vincolo viscerale. Che, sia chiaro, ci sono e per quanto mi riguarda man mano che cresce sono sempre piùforti. Ma c'è anche tutto il resto.
Io devo ancora capire bene cosa farne della mia vita. Qualche idea ce l'ho, è che la devo mettere un pochino in stand by.
Però. Tra poco meno di una settimana saremo a Roma una giornata (yeah) e tra poco meno di tre settimane andremo a Parigi qualche giorno, noi tre. E questo mi rende immensamente felice. Perchè io amo la Francia, i francesi (ebbene sì) e soprattutto Parigi. lo so, è la scoperta dell'acqua calda. Ma io a Parigi ci andrei a vivere anche domani. Anzi, ieri.
Ah, e poi ho sviluppato uno strano amore per la montagna e il freddo. Lo so, mi sto trasformando in un'anziana.
Adesso mi bevo il the sotto la copertina di pile.
Tutta vita, signora mia.




grazie per i commenti, mi ha fatto tantissimo piacere, trovarli.

23 novembre 2009

ok

Ci ho solo impiegato tre quarti d'ora per ricordare la password.

Appena ho un attimo, credo in serata, aggiorno. Sì, anche questo è un aggiornamento. Ma è solo una prova per vedere se ricordavo tutto.
Abbiate pietà.

02 ottobre 2009

Un po' di tempo

Dunque. Da dove cominciare?

In questo momento ci sono tante cose da sistemare, nella mia vita.
Una speranza grande, e tante paure.

Dal 12 ottobre riprendo il lavoro. Per cercare di chiedere il trasferimento all'inizio farò Milano - Genova - Milano da pendolare.
Questo mi farà uscire di casa alle 5 e 20. E rientrare alle 218 e 30 la sera. Mi viene il magone solo a scriverlo, figuratevi a pensarlo. Immaginiamoci a provarlo.

La Spucci ha iniziato l'asilo, un mese fa. Si trova non bene, ma benissimo. Devo dire che io sono assolutamente pro nido, per tante ragioni. Ma non è il caso ora di parlarne. Quando inizierò a lavorare la vedrò due, massimo tre ore al giorno.

Mi chiedo se il gioco valga la candela. Vedremo come va.

Ci sono altre cose da sistemare nella mia vita. Numerose e la maggior parte di queste dolorose.

Vedremo come va.
E sono anche a dieta e non posso cucinare.

Beh, per tirarmi su, nel fine settimana sistemiamo un po' casa, ci compriamo una libreria e cerchiamo almeno di dare ordine a libri e dischi.

Vi consiglio caldamente di visitare il blog di Nigella, che ho aggiunto tra i links. Io l'adoro. Guardate anche i video su you tube.

A bien tot.

19 settembre 2009

No, perchè io non ce la faccio più.

Mi sono rotta di gente che entro in una stanza e non mi saluta nemmeno, nè mi chiede come sto. (per "gente" leggere: famiglia).

Mi sono rotta di essere inesistente ma, nella mia inesistenza, dover pensare a tutto, e tutti.

Mi sono rotta di dover pensare a casapuliziacucinaspesacommissionicosedafarestirarelavare.

Mi sono rotta di leggere di madri che si lamentano di cazzate una dopo l'altra quando hanno tutto, ben sapendo di avercelo.

Mi sono rotta dei luoghi comuni.

Mi sono rotta di questo Paese e del suo governo. Non me lo merito io, nè mia figlia.

Mi sono rotta di sentirmi dire, con la febbre a più di 39, senza un mezzo aiuto da nessuno (perchè io non ho i soldi per le colf e le badanti, con la facoltativa prendo poco più di 300 euro al mese, altro che shopping, e week end, e un mese di ferie) "stai attenta alla bambina".

Mi sono rotta di scendere, non trovare la bicicletta nuova, chè qualche stronzo s'è fregato.

Mi sono rotta del qualunquismo di gente che "ai figli bisogna dare un certo tipo di cose" e alla maleducazione di chi parcheggia lamacchina davanti al passo carrabile "chè tanto son due minuti".

Mi sono rotta di dover pagare associazioni di tutela del consumatore per avere quello che mi spetta: i miei diritti.

Mi sono rotta di dover accettare un pendolarismo estenuante fra meno di un mese, vedendo poco e niente mia figlia, accettando compromessi che mi fanno venire il magone, per tenermi uno stipendio buono. "E noi aiutiamo le famiglie". Col c@zzo.

Scusate. Ma tutto è diventato insostenibile.

E domani son 31.
Auguri a me. Perchè non tutti si ricorderanno che è il compleanno della Laura, la maggior parte farà gli auguri alla mamma della Spucci.